Al ‘Dardanello’ 2026 talento femminile e storia dello sport
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La storia della squadra di ‘Casa Ugi’ al centro del 21º premio ‘Gasco’. La cerimonia del 23º premio giornalistico con Chiara Soldi, Federica Frola e Oscar Eleni nell’albo d’oro. Bagno di folla per la leggenda granata Zaccarelli
Il talento al femminile è stato al centro della ribalta nella 23ª edizione del premio giornalistico ‘Piero Dardanello’. Da un lato, l’energia di una poliedrica professionista, Chiara Soldi, in forza a ‘La Gazzetta dello Sport’, vincitrice della categoria nazionale, che si muove perfettamente a suo agio tra i media contemporanei, dal video al podcast passando per l’online; dall’altro, la passione di una giornalista, Federica Frola, volto di ‘Sky Sport’, che si è aggiudicata la categoria regionale, anche per aver saputo conquistare la fiducia di tutto l’ambiente sportivo, compresi i colleghi più ‘rocciosi’.
Inoltre, è stato conferito il riconoscimento destinato alla celebrazione di una ‘penna’ che possa vantare una carriera straordinaria, in grado di incidere sul giornalismo sportivo italiano: ne è risultato vincitore Oscar Eleni, storica firma de ‘il Giornale’.
È stata una serata caratterizzata da un’atmosfera particolare, quella di martedì 12 maggio: il Circolo Sociale di Lettura di Mondovì ha accolto tanti ospiti prestigiosi. Erano presenti in sala numerose rappresentanze delle Amministrazioni comunali del territorio e delle autorità civili, religiose e militari. Tra i relatori, hanno preso posto Roberto Beccantini (presidente onorario della giuria e fondatore del premio ‘Dardanello’), Pier Bergonzi (direttore di ‘Sportweek’ e prima firma del ciclismo de ‘La Gazzetta dello Sport’), Federico Calcagno (presidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana del Piemonte, gruppo ‘Ruggero Radice’), Fabio Monti (premio ‘Dardanello’ alla carriera nel 2018), Vittorio Oreggia (direttore di ‘Green Economy Agency’ ed ex direttore di ‘Tuttosport’), Giancarlo Padovan (docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore di ‘Calciodonne.it’, anche lui già alla guida del quotidiano sportivo torinese), Michele Pianetta (coordinatore della giuria e tra i fondatori del premio ‘Dardanello’, nel 2004) e Ferruccio Dardanello, in rappresentanza della famiglia di Piero; ampiamente giustificato il presidente della giuria del ‘Dardanello’ e direttore di ‘Tuttosport’, Guido Vaciago, che ha portato il suo saluto ai presenti attraverso il consueto editoriale della rivista del premio.
Altro dato peculiare, Paolo Cornero, vicepresidente dell’associazione ‘Dardanello’, ha condiviso la conduzione dell’evento con una voce d’eccezione: quella di Nicola Roggero, volto di ‘Sky Sport’. Sono, infine, intervenuti per portare un saluto istituzionale alla platea il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, Alessandro Terreno, assessore allo Sport ed alle Manifestazioni del Comune di Mondovì, Alessandra Fissolo, consigliera della Fondazione CRC, e Mario Bosonetto, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Terminata la parte introduttiva, la cerimonia è entrata nel vivo con l’introduzione di Federica Frola (‘Sky Sport’), premiata regionale 2026, da parte di Nicola Roggero: «Federica Frola ha cominciato quattro anni fa ad occuparsi di atletica, lo sport che, insieme alla ginnastica, costituisce l’essenza dell’Olimpiade. È un vero ‘tempio’, difeso da guardiani fedeli che spesso considerano con sospetto i giovani che si avvicinano alla disciplina. L’entusiasmo di Federica ha conquistato tutti: riesce sempre a strappare agli atleti la battuta giusta, anche intervistandoli ancora con il fiato corto per la gara». Così, dunque la premiata, che ha anche ricordato l’intervista ad un giovanissimo Jannik Sinner, realizzata ai tempi di ‘Supertennis’: «L’emozione di stare in diretta non è paragonabile a ricevere un premio di questo valore».
Successivamente, Chiara Soldi ha raggiunto il centro della scena per ricevere la il 23° premio ‘Dardanello’, categoria nazionale, introdotta dalle parole di Pier Bergonzi: «Quando si parla del futuro del nostro mestiere penso a lei e a colleghi come lei. Il giornalismo che abbiamo conosciuto non c’è più, ma c’è un nuovo modo di interpretarlo, con i nuovi mezzi del web, e Chiara lo fa in modo straordinario». Nelle parole di Soldi, la gioia per un premio inatteso: «È la prima volta che conquisto un premio senza prima aver picchiato qualcuno - ha ironizzato, alludendo alla sua fortunatissima carriera da atleta nelle arti marziali - ma devo anche dire che cerco di applicare ogni giorno la lezione di Piero Dardanello: mettere sempre al centro del mio lavoro la notizia e il lettore, sfruttando al massimo la dote della curiosità».
Accompagnato dalle parole di Nicola Roggero e Fabio Monti, il vincitore del premio ‘alla carriera’, Oscar Eleni, ha raggiunto il palco tra l’applauso del pubblico. Dopo il ricordo del padre Davide, storico dirigente del Milan, in un divertente siparietto con i colleghi ha voluto omaggiare anche Sandro Damilano, grande allenatore dell’atletica mondiale con 140 medaglie nel palmarès, seduto in platea. In seguito, Roberto Beccantini si è soffermato sulla figura di Franco Esposito, decano del giornalismo partenopeo, iscritto nell’albo d’oro del ‘Dardanello’ nel 2023 e venuto a mancare ad aprile 2026: «Un numero 10 che si batteva e si sbatteva come un mediano e, quindi, un esempio per tutti noi. Ci mancherà».
È stato, infine, dato spazio alla leggenda calcistica e alla passione granata, con la premiazione di Renato Zaccarelli, presentato da Giancarlo Padovan. L’ex stella granata è stata una leggenda del Torino negli anni Settanta e Ottanta, tra i grandi protagonisti dello scudetto del 1976, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario.
L’affetto dei tifosi è intatto, nonostante tutti questi anni: lo testimonia la quantità di selfie e strette di mano con cui il pubblico presente ha travolto il campione prima di abbandonare la sala. Emozionato, Zaccarelli ha ricordato quegli anni gloriosi: «Eravamo una famiglia: ridevamo, scherzavamo, eravamo un gruppo che stava sempre bene insieme e, forse, era questo il segreto di quella squadra. Avevamo trovato un allenatore, Radice, autorevole ma non autoritario, un innovatore che ha saputo portarci dalla sua parte». Prima di congedarsi, il campione ha ricevuto un sincero tributo di passione dai tifosi monregalesi del Torino: il ‘Toro Club Mondovì’, rappresentato da Luca Voarino, lo ha omaggiato della tessera onoraria e di una sciarpa.
Il segmento finale è stato dedicato alla consegna del 21º premio ‘Piero Gasco’ e non poteva esservi una conclusione più alta e più significativa per la kermesse. Al fianco di Giovanni Gasco, figlio di Piero e primo promotore dell’iniziativa, Enrico Pira, presidente di Casa Ugi, che ha raccontato il significato e l’esperienza della squadra di calcio ‘100% Ugi’. L’organizzazione di volontariato è, da sempre, al fianco delle famiglie che devono affrontare la prova della malattia di un figlio. Un’iniziativa che, attraverso la pratica sportiva, dà l’opportunità, ai convalescenti, di rialzarsi e ritrovare, anche psicologicamente, la forza di archiviare l’esperienza.
«Intervengo - le parole di Giovanni Gasco - anche a nome del Rotary Club di Mondovì, da sempre sostenitore del premio ‘Gasco’, il cui presidente, Roberto Bresciano, è presente in sala. Quest’anno il riconoscimento ha ulteriormente alzato l’asticella. ‘Casa Ugi’ la conosciamo tutti: è un’iniziativa notevolissima, piemontese, rivolta alle famiglie e in particolare ai bambini. Sono infinitamente felice di celebrare questo progetto».
Nelle considerazioni di Enrico Pira, che ha ricordato la grande amicizia che lo lega alla famiglia Gasco, il significato più autentico del premio: «Avere un figlio con una malattia oncologica è un’esperienza che non ti togli più di dosso. Nel mio caso è andata bene ma, anche quando la si è superata positivamente, si sente l’urgenza di fare qualcosa. Fortunatamente, per alcune patologie oncologiche pediatriche, oggi ci sono alte speranze di guarigione. Aiutiamo i bambini, ma anche i genitori. Ora siamo entrati nel mondo dello sport perché può rappresentare un viatico per la guarigione, quasi una linea di demarcazione tra stato di malattia e convalescenza».
A suggello di una serata così densa di contenuti e di emozione, il coordinatore della giuria del premio ‘Dardanello’, Michele Pianetta, che fu tra coloro che accesero la fiamma del riconoscimento nel 2004, ha sintetizzato il percorso compiuto, ricordando come la kermesse giornalistica sia stata solo la prima delle tante iniziative che, in seguito, hanno trovato spazio: «In oltre un decennio, abbiamo raggiunto migliaia studenti con il progetto ‘A scuola di giornalismo con Piero Dardanello’ e con il concorso ‘Dardanello Giovani’, le gemmature del premio giornalistico. È stata una felice intuizione di Sandro Dardanello: lavorare per costruire qualcosa che portasse avanti la lezione di Piero, coinvolgendo le nuove generazioni e senza rinunciare alla presenza, al nostro fianco, del meglio del giornalismo sportivo italiano. Il nome di Piero Dardanello è il minimo comune denominatore di questa comunità di talenti e di energie virtuose».
In questo senso, nel saluto conclusivo, il vicepresidente dell’associazione ‘Dardanello’, Paolo Cornero, ha ricordato il prossimo, significativo appuntamento organizzato dall’associazione: la festa di chiusura dell’annata di ‘A scuola di giornalismo’ 2026, in programma giovedì 4 giugno in Sala San Giovanni a Cuneo. Un nuovo incontro dedicato ai giovani ed al giornalismo, nel solco del grande ‘Pierin Dardanide’.


